lunedì 2 luglio 2012

0.8

Sento di non essere adatta, nè a questa vita, nè a questo mondo.
Mi trovo in un momento in cui vorrei chiedere aiuto a chiunque, al passante che incrocio per strada, alla signora con cui condivido il viaggio in ascensore, al bambino che gioca al parco. Ma non ne sono capace. Non vedo scappatoie, perchè non ne esistono, per sottrarsi a questo 'male di vivere'.
Guardo al futuro e lo vedo vuoto e sterile.
Guardo al presente e vedo un'incapace.
Guardo al passato e vedo una serie infinita di occasioni perse.
Le occasioni che mi avrebbero potuto dare speranza oggi, e che non potrò più riavere.
Sento di essere arrivata troppo oltre per poter recuperare qualcosa, ed indietro non si può tornare.
Sento l'incapacità di non riuscire ad esprimere il male che porto dentro, in nessuna forma,  neanche con la scrittura. E' come se fosse tutto intrappolato in una cassaforte chiusa dentro di cui ho perso la chiave.
Non so più decifrarmi, non so più misurare le lacrime che verso, per ricondurle ad un motivo che abbia senso.
Ho perso il controllo su ogni aspetto della mia vita, non riesco più a prendermi e a portarmi dove vorrei.
Sono un'inetta che sguazza nel proprio vittimismo, vittima di me stessa e nessun'altro, circondata da chi ha un'idea completamente distorta di me.
Barbara ha le idee chiare, sa dove vuole arrivare, sa quali mezzi deve sfruttare. Barbara è forte.

Barbara in realtà non ne può più. E l'unica chiarezza che ho in tutto ciò, e che non so più dove andare a sbattere, per acuire un dolore che non ha forma, nè perchè. Un dolore piatto e costante, che si insinua come una serpe dove non dovrebbe, che mi avvelena giorno dopo giorno, che mi porta a detestare chiunque, tutta quella marmaglia di individui che non capisce. Una massa indistinta di facce vicine e lontane che sono troppo ottuse, troppo diverse da me, troppo per potermi anche solo regalare un sorriso che valga qualcosa. La verità è che sento che nulla ha più valore, che le giornate sono tutte così ugualmente vuote, che il flusso del tempo è solo un'esorabile perdita di qualcosa che in ogni caso non ho mai posseduto.

Mi lascerei morire così.