sabato 26 novembre 2011

0.2

Sai, molti dicono che io ho un difetto: non sopporto praticamente un cazzo.

Non sopporto il week-end. Lo odio. Odio la sua assenza di orari e schemi che mi impongano di fare qualcosa. Odio il venerdì sera che mi tiene sveglia peggio delle altre notti, ché tanto il giorno dopo non c'è scuola. Odio l'apatia della mattina, quando so che non dovrei farlo, ma accendo il computer. E comincio a leggere come un'ossessa, e quella sensazione di disagio si impossessa di me.
So benissimo cosa devo fare: alzarmi da qui, farmi una doccia e mettermi a studiare. Che tra l'altro, a lungo andare questo aggeggio mi annoia anche. E me ne sto qui in attesa che accada qualcosa, qualsiasi cosa.
Una giornata iniziata con il piede sbagliato. Ero talmente nervosa che mi sono buttata il latte addosso. Mi ha dato così tanto sui nervi, che quello che ne è rimasto, l'ho fatto bere al cane. Ho fumato già parecchie sigarette, e mi sento un groppo in gola. Ho ascoltato le mie canzoni preferite.
Sento. Sento la bugia che si nasconde dietro ogni giornata. Quella forza apparente che credo essere mia, ma che in realtà mi viene imposta da forze esterne. Sopravvivi. Devi fare questo, quello e quest'altro. Devi essere di buon umore. Sprizza gioia da ogni poro, sennò ti chiedono cosa c'è che non va. Sorridi, anche se tutto ciò che vorresti fare è digrignare i denti.
Odio il fine settimana. Che qualcuno mi prenda per i capelli e mi dica cosa devo fare, mi obblighi a fare qualcosa, perché così, mi vien da soffocare.

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Che noia. Non c'era niente di bello in me. Pensai. Non sono una persona molto simpatica. Eccomi in un posto dove la vita è come dovrebbe essere e io mi sento come se fossi in galera.