martedì 29 novembre 2011

0.3

E' una torre pericolosa, quella sulla quale mi costruisco ogni giorno. Scelgo dei pezzi per comporre il mio edificio, li seleziono insostituibili: ognuno è la conseguenza del successivo.
L'errore - l'orrore - sta nel fatto che se crolla un frammento, non riesco a trovarne uno di ricambio, e di conseguenza rendo inutili tutti gli altri.
Mi intrappolo nelle grinfie di schemi mentali che non mi lasciano boccate d'aria, in parametri di perfezione irraggiungibili.
Il bianco. O il nero. Non conosco vie di mezzo.
"Il buongiorno si vede dal mattino", un modo di dire, che per me è ormai schiavitù.
La prima cosa che va storta, rende tutta la giornata insopportabile, come un macigno sulla schiena, pesa e mi piega. Non riesco a trovare rimedi, sono vittima del "da domani, lo giuro, farò, dirò .."
Ed è con questi pensieri in testa che mi addormento ogni notte, con la fiducia nel domani migliore.
Mi rendo conto che il domani potrebbe essere un giovedì, un martedì. Potrebbe iniziare alle 11 di mattina, come alle 9 di sera. La vita potrebbe decidere di sorridermi, e potrebbe farlo quando più ne ha voglia.
Ma per me, se non lo fa dal lunedì mattina, alle 7, nel momento in cui spengo la sveglia .. E' come se non la vedessi.

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Che noia. Non c'era niente di bello in me. Pensai. Non sono una persona molto simpatica. Eccomi in un posto dove la vita è come dovrebbe essere e io mi sento come se fossi in galera.